Paul Atkins e la nuova strategia SEC sulle criptovalute
Pubblicato il: December 18, 2025
Il panorama normativo delle criptovalute negli Stati Uniti sta vivendo un momento di svolta, segnato dalle recenti dichiarazioni del Presidente della Securities and Exchange Commission (SEC), Paul Atkins. In netto contrasto con l’approccio restrittivo della precedente amministrazione, Atkins ha delineato una “tassonomia dei token” che mira a chiarire la classificazione degli asset digitali, affermando che solo “pochissime” criptovalute rientrano nella definizione di security. Tuttavia, ha anche precisato che questa nuova visione non deve essere interpretata come un “liberi tutti” per il settore.
La Nuova Tassonomia SEC per le Criptovalute
La questione della classificazione delle criptovalute è cruciale negli Stati Uniti, poiché determina quale agenzia federale ha la giurisdizione e, di conseguenza, il livello di regolamentazione a cui gli asset sono soggetti. Le “security” rientrano sotto il controllo della SEC e comportano obblighi significativi di registrazione e conformità. Le “commodity” e i “derivati” sono invece regolati dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), con un regime generalmente più blando.
Sotto la presidenza di Gary Gensler, la SEC aveva adottato una posizione severa, sostenendo che la “vasta maggioranza” degli asset crittografici era da considerarsi security, portando a numerose azioni legali contro le aziende del settore. L’attuale leadership di Paul Atkins segna un cambio di rotta significativo. Atkins ha infatti lanciato “Project Crypto”, un’iniziativa volta a modernizzare le leggi sui titoli e a promuovere l’innovazione nel mercato finanziario statunitense.
Distinzione tra Security e Commodity
Il cuore della classificazione risiede nell’applicazione dell’Howey Test, un criterio stabilito da una sentenza della Corte Suprema del 1946. Secondo l’Howey Test, un asset è una security se prevede un “investimento di denaro in un’impresa comune con l’aspettativa di profitti derivanti esclusivamente dagli sforzi essenziali di gestione di altri”. Asset come Bitcoin sono stati a lungo riconosciuti come commodity e non security, esentati dalle normative SEC. Recentemente, anche Ethereum è stato confermato da Atkins come non security.
Criteri di Classificazione di Paul Atkins
Paul Atkins ha chiarito che l’applicazione dell’Howey Test non è statica e che la natura di un asset può evolvere nel tempo. Ha sottolineato che un asset può iniziare come parte di un contratto di investimento ma cessare di esserlo man mano che la rete matura, il codice viene implementato, il controllo si disperde e il ruolo dell’emittente diminuisce o scompare.
Crypto da Collezione (Meme Coin e NFT)
Le dichiarazioni di Atkins suggeriscono che alcune categorie di asset digitali, come i “crypto da collezione” (che possono includere meme coin e NFT), difficilmente rientrerebbero nella definizione di security. La loro natura è più legata al collezionismo e alla cultura che a un’aspettativa di profitto derivante dagli sforzi di un team centrale.
Progetti Sufficientemente Decentralizzati
Per i progetti che raggiungono un grado sufficiente di decentralizzazione, in cui gli acquirenti non si affidano più agli sforzi di gestione essenziali di un emittente, Atkins ritiene che la maggior parte di questi token non siano security. Sebbene i criteri precisi per definire “sufficientemente decentralizzato” debbano ancora essere formalizzati, questa è una direzione positiva per molti protocolli blockchain.
Progetti con Management Attivo e Aspettative di Guadagno
Al contrario, gli asset che mantengono un management attivo e che generano aspettative di profitto basate sugli sforzi di tale gestione, rimarranno pienamente soggetti all’Howey Test e, di conseguenza, classificati come security. Tuttavia, Atkins ha espresso l’opinione che, tra le criptovalute di punta, “molto pochi” casi rientrerebbero in questa descrizione.
Non un “Liberi Tutti”: L’Approccio Bilanciato di Atkins
Nonostante la prospettiva più accomodante, Atkins ha categoricamente smentito l’idea che la nuova tassonomia si tradurrà in un regime di “liberi tutti” per il mercato delle criptovalute. Ha ribadito che l’intento è quello di una normalizzazione e di una maggiore chiarezza, non di un’esenzione totale dalle normative. Frodi e manipolazioni continueranno a essere perseguite con rigore.
Inoltre, asset come le azioni tokenizzate, che sono essenzialmente rappresentazioni digitali di titoli tradizionali, continueranno a essere trattate come security. La SEC di Atkins mira a creare un quadro normativo che non soffochi l’innovazione ma protegga al contempo gli investitori, evitando che le aziende crypto cerchino rifugio in giurisdizioni offshore a causa dell’incertezza regolamentare.
Il network è maturo, il codice è lì, il controllo si disperde. Il ruolo dell’emittente diminuisce o si azera. Ad un certo punto i compratori non si aspettano più gli sforzi del management, e la maggior parte dei token oggi si scambiano senza alcuna ragionevole aspettativa che un team particolare sia ancora alla guida.
Questa citazione di Atkins è emblematica del suo approccio, che si allinea con l’interpretazione evolutiva dell’Howey Test, riconoscendo che la natura di un asset digitale può cambiare nel tempo, influenzando la sua classificazione legale.
Conclusione
Le dichiarazioni del Presidente Paul Atkins segnano un’importante evoluzione nell’approccio della SEC alla regolamentazione delle criptovalute. L’introduzione di una chiara tassonomia dei token e l’enfasi sulla decentralizzazione come fattore determinante per la classificazione mirano a fornire maggiore certezza legale a un settore in rapida crescita. Questa visione, pur non concedendo un’immunità totale, promette un ambiente più prevedibile e favorevole all’innovazione negli Stati Uniti, distinguendosi nettamente dalle politiche più restrittive del passato e aprendo a una nuova era di engagement tra regolatori e industria crypto.