il Ruolo Chiave del Mercato Spot

Pubblicato il: December 24, 2025

Le ultime 24 ore hanno acceso i riflettori sul mercato delle criptovalute, in particolare su quello delle altcoin, con movimenti di prezzo che hanno sorpreso molti osservatori. Si sono registrati incrementi di valore a doppia cifra, con alcune “crypto bombe” che hanno toccato profitti del 30-50%, superando le performance delle criptovalute di fascia più alta. Questo inusuale slancio arriva dopo un periodo di notevole sofferenza per la maggior parte di questi asset, sollevando interrogativi sulla natura di tali repentine ascese: si tratta di una “mercato pazzo” spinto da euforia o di un fenomeno più complesso, forse legato a forme di “manipolazione”?

Un aspetto particolarmente degno di nota è che questa ondata di crescita è stata trainata prevalentemente dal mercato spot, piuttosto che da quello dei futures. Questa dinamica è atipica e suggerisce diverse interpretazioni, tra cui una suggestiva teoria avanzata da player di spicco nel settore crypto.

Un Mercato in Fermento: Le “Crypto Bombe” Recenti

Il rapido aumento dei prezzi ha interessato un’ampia gamma di altcoin, molte delle quali non erano al centro dell’attenzione da tempo. Questo rimbalzo vigoroso, che ha portato a “profitti 30-50% in 24 ore”, ha generato un dibattito acceso sulla sua sostenibilità e sulle forze sottostanti. La volatilità intrinseca al mercato crypto è ben nota, ma la rapidità e l’entità di questi guadagni, specialmente in un contesto di mercato più ampio che mostra segnali di incertezza, richiede un’analisi approfondita.

L’insolita disconnessione tra i mercati spot e derivati in questo frangente è un elemento chiave. Tradizionalmente, il mercato dei futures spesso anticipa o amplifica i movimenti di prezzo, ma in questo caso, la spinta sembra essere arrivata direttamente dagli acquisti sul mercato primario, quello dove si scambiano le criptovalute reali.

Quali Criptovalute Hanno Spiccato?

L’analisi delle criptovalute che hanno registrato i maggiori guadagni rivela due categorie principali, entrambe sorprendenti per motivi diversi.

Token AI

Un settore che ha visto un notevole rimbalzo è quello dei token legati all’Intelligenza Artificiale. Criptovalute come $FET di ASI hanno mostrato una forte ripresa, anche in virtù di programmi di burn in atto. Altri attori significativi includono $RNDR, $GRT (sebbene la sua associazione con l’AI sia a volte discussa, il mercato lo ha incluso in questa tendenza), $WLD di Worldcoin e $VIRTUAL. Questa convergenza di crescita potrebbe essere stata alimentata anche da voci relative a una possibile apertura dell’Unione Europea verso l’AI, il che implicherebbe una riduzione delle attuali restrizioni regolamentari e un potenziale slancio per l’innovazione nel settore.

La Vecchia Guardia

Ancora più sorprendente è il risveglio di diverse criptovalute appartenenti alla cosiddetta “vecchia guardia”, asset che molti avevano quasi dimenticato. Token come $DOT (Polkadot), $ZEC (Zcash, spinto anche dal trend sulla privacy), $VET (VeChain), $XTZ (Tezos) e $IOTA hanno registrato performance eccezionali. Il movimento di queste criptovalute, spesso caratterizzate da una capitalizzazione di mercato inferiore rispetto alle blue-chip, è particolarmente anomalo e merita la massima attenzione da parte degli investitori e degli analisti.

L’Ipotesi della Manipolazione: Il Ruolo degli Exchange

Una delle teorie più dibattute per spiegare l’ondata di “crypto bombe” è stata avanzata da Spencer Hallarn, a capo della divisione OTC di GSR, e divulgata dal noto giornalista Frank Chaparro. Questa teoria suggerisce che il rally, concentrato sui token “vecchia scuola” come FIL, LTC, NEAR, DOT, ETC, potrebbe essere legato a specifici eventi passati, come il 10 ottobre, e che alcuni exchange stiano riacquistando posizioni per compensare individui che hanno subito liquidazioni.

L’aspetto cruciale di questa teoria è l’osservazione che questi movimenti sono stati guidati indiscutibilmente dal mercato spot, nonostante i tassi di finanziamento (funding rates) pervasivamente negativi sui derivati. I funding rates negativi indicano che gli speculatori short sono disposti a pagare i long per mantenere le loro posizioni, suggerendo una prevalenza di posizioni ribassiste sui futures. In un tale scenario, un aumento di prezzo guidato dai derivati sarebbe improbabile, rafforzando l’idea di una spinta proveniente dagli acquisti spot.

Tuttavia, un’analisi dei rapporti tra i volumi spot e perpetual sui principali exchange per alcune delle criptovalute più performanti offre un quadro più sfumato:

Crypto Volume Spot Volume Perpetual Rapporto
$FIL $460.006.174 $3.110.874.326 1:6,7
$FET $217.989.443 $544.694.370 1:2,5
$STRK $66.402.506 $187.783.588 1:2,8
$TIA $31.044.753 $218.237.116 1:7
$DOT $88.737.561 $348.610.041 1:3,9
$ETC $91.001.086 $416.476.149 1:4,5
$ALGO $8.196.296 $43.579.949 1:5,3
$LTC $156.268.435 $587.404.560 1:5,7
I dati con i rapporti.

Questi dati, per i quali sono stati utilizzati i volumi dell’exchange con maggiore attività, non sembrano supportare pienamente l’idea di un rapporto sbilanciato a favore dello spot rispetto ai futures. Tuttavia, come sottolineato da Spencer Hallarn, il punto cruciale risiede nel fatto che, con funding rates così negativi su molti di questi asset per la maggior parte della giornata, è difficile immaginare che il prezzo sia stato mosso in modo significativo dal comparto dei derivati. Ciò implica che la spinta all’acquisto sul mercato spot sia stata l’elemento dominante, dato che gli short stavano pagando per mantenere le loro posizioni.

Il fenomeno rimane un caso interessante di studio. L’ipotesi che un exchange stia acquistando per rimborsare i clienti è suggestiva, ma al momento manca di prove concrete.

Volatilità e Profondità del Mercato

È fondamentale mantenere un’attenzione elevata nelle prossime ore. La profondità degli order book su molte di queste altcoin rimane infatti compromessa. Ciò significa che, come osservato nelle scorse ore, i prezzi possono continuare a muoversi in entrambe le direzioni con una resistenza limitata.

Un’importante lezione da trarre da questi eventi è che certi movimenti di prezzo così estremi non si sono verificati su criptovalute con una elevata capitalizzazione di mercato e order book dotati di sufficiente liquidità. Questo rinforza l’idea che mercati meno liquidi sono più suscettibili a grandi oscillazioni di prezzo, sia al rialzo che al ribasso. Sebbene chi fosse “long” abbia indubbiamente beneficiato di questi aumenti, persistono le preoccupazioni riguardo alla struttura e alla stabilità di questi mercati.

Conclusione

Le recenti “crypto bombe” che hanno portato a “profitti 30-50% in 24 ore” hanno evidenziato la natura intrinsecamente volatile e complessa del mercato delle criptovalute, specialmente nel settore delle altcoin. Che si tratti di un “mercato pazzo” guidato da dinamiche settoriali e l’entusiasmo per le AI, o di movimenti che nascondono elementi di “manipolazione” legati all’attività degli exchange, la verità è probabilmente una combinazione di fattori. La prevalenza degli acquisti spot in un contesto di funding rates negativi rimane un enigma affascinante per gli analisti. Gli investitori dovrebbero procedere con cautela, consapevoli della scarsa profondità degli order book in molti di questi asset, che può portare a rapidi e significativi swing di prezzo in entrambe le direzioni.